Una delle strategie oncologiche moderne per sconfiggere il tumore è quella di bloccare alcuni recettori cellulari per inibire le funzioni delle cellule neoplastiche. Si definisce pertanto “terapia a bersaglio” perché mirata contro specifici bersagli o recettori che si intendono bloccare e si differenzia dalla chemioterapia che invece coinvolge in tossicità tutte le cellule. Il recettore per l’Epidermal Growth Factor (EGFR) è un recettore espresso sulla superficie delle cellule. Il legame tra EGFR e proteine extracellulari stimola l’attività della proteina intracellulare tirosin-kinasi (TK) che a sua volta è in grado di stimolare attività cellulari come migrazione, adesione e proliferazione. Per questo motivo bloccando il recettore per l’Epodermal Growth Factor e/o l’attivazione della Tirosin-Kinasi si bloccano molte delle attività più pericolose nello sviluppo dei tumori come appunto la migrazione, adesione e proliferazione delle cellule.

DERMATITE DA CHEMIOTERAPIA

Si tratta di una dermatite che colpisce i soggetti sotto trattamento oncologico chemioterapico. La chemioterapia agisce bloccando la crescita delle cellule e la sintesi di molte proteine.

RASH CUTANEO DA FARMACI BIOLOGICI ANTITUMORALI

Si manifesta con la comparsa di papule o pustole infiammatorie al livello dei follicoli piliferi soprattutto nelle aree ricche di ghiandole sebacee come volto e parte alta del tronco. Talvolta la reazione è violenta e causa placche, crostosità, dolore e bruciore.

DERMATITE DA RADIOTERAPIA

La dermatite da radioterapia o radiodermite è una dermatite che compare nell’area di irradiazione per i trattamenti dei tumori.

PALPEBRE E FARMACI BIOLOGICI

La reazione papulo-pustolosa è l’evento più frequente durante il trattamento con inibitori EGFR. Si manifesta con la comparsa di papule o pustole infiammatorie al livello dei follicoli piliferi. Questo avviene soprattutto nelle aree ricche di ghiandole sebacee come volto e parte alta del tronco. La stessa reazione può comparire alle palpebre e all’arcata sopraciliare.

FERITE

Durante i trattamenti oncologici, anche la pelle subisce delle conseguenze, essa infatti risulta meno elastica, più vulnerabile e fragile e più predisposta a lacerazioni e ferite. La ferita è una lesione dello strato superficiale della pelle, a volte con relativa perdita di sangue.

RAGADI E FISSURAZIONI DELLE DITA DELLA MANI

Le ragadi o fissurazioni sono tagli sottili e allungati che si formano nello strato corneo o più in profondità.

Negli ultimi anni l’industria farmaceutica avanzata ha prodotto numerosi farmaci in grado di bloccare EGFR o TK che si sono dimostrati molto validi nel contrastare le neoplasie epiteliali e sono entrati quindi a far parte dei protocolli di cure di molti tumori umani.
Alcuni di questi sono già commercializzati, mentre altri lo saranno a breve. I nomi die farmaci più usati sono Cetuximab (Erbitux), Panitumumab (Vectibix), Gefitinib (Iressa), Erlotinib (Tarceva), Trastuzumab (Herceptin), Lapatinib (Tyverb), e molti altri.
Con l’avvento di questi farmaci si è subito assistito ad una serie di reazioni cutanee considerate come effetto collaterale indesiderato dei questo gruppo di farmaci. Il fatto è facilmente spiegabile perché l’epidermide è un epitelio a rapida riproduzione e va in sofferenza, quando per scopi terapeutici, vengono somministrati farmaci in grado di bloccare EGFR e/o TK.
Gli effetti collaterali tossici per la cute si presentano pressoché in tutti i soggetti sottoposti a queste terapie ed in alcuni soggetti possono raggiungere i gradi di tossicità 3 e 4 fino a dover sospendere la terapia stessa.
Si tratta di una serie di eventi che non possono essere prevenuti o evitati e pertanto vanno affrontati con cure specifiche miranti a ridurre per il paziente il disagio e la sofferenza al fine di poter portare avanti la terapia antitumorale.